Le tue idee

  • 28/10 – Valdino91 – Per Keplero l’Universo era dominato da armonie musicali: non a caso c’erano sette pianeti, come sette erano le note alla base della scala musicale. Ogni pianeta, poi, aveva una sua sinfonia; e l’unione di queste sette sinfonie, appunto, dava vita ad un’armonia celeste che pervadeva tutto il creato. E l’idea della CGIL di voler ricostruire l’Italia a partire dalla musica è, per me, affine all’idea del genio polacco, che voleva riformare le leggi del moto celeste basandosi su armonie musicali e matematiche.
    Da sempre la creatività, la fantasia, la voglia di mettersi in gioco sono state le prerogative del nostro popolo: un popolo di artisti, santi e navigatori. E questa deve essere la base da cui ricostruire un Paese allo sbando, un Paese che è solo la lontana controfigura di ciò che era un tempo. Dobbiamo sbarazzarci di tutti quei pesi morti che nell’ultimo ventennio hanno succhiato sangue e vitalità ad un popolo ormai in ginocchio. Dobbiamo tornare ad affidarci alla nostra fantasia, alla nostra creatività se vogliamo che l’Italia torni a primeggiare. Dobbiamo affidarci, come fa la CGIL, alla musica, per ritrovare quella spinta necessaria a riportarci in alto. Quindi signore e signori, tutti in piedi, entra la Musica.

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  • 13/10 – LuigiT – Nel 2012 l’imposizione fiscale toccherà vette record, sfondando la soglia del 43%. Ci avviciniamo, correndo, alla pressione fiscale dei Paesi Scandinavi, senza però nemmeno sfiorare le forme di stato sociale tipiche di Svezia, Danimarca e Norvegia. Anche noi vogliamo riforme strutturali, ma non quelle previste dal Governo. Vogliamo riforme che siano a vantaggio di tutti e non dei soliti noti; riforme che ci permettano di pagare le tasse “con il sorriso sulla bocca”, perché poi quei soldi verranno reinvestiti sul nostro futuro; riforme che garantiscano a tutti il diritto ad un lavoro dignitoso, con un compenso equo e giusto; riforme che permettano un’effettiva libertà di impresa ed un mercato che sia effettivamente regolato dalle leggi della competizione e non sia foraggiato “a pioggia” dallo Stato per favorire i soliti noti; riforme che garantiscano il valore costituzionale di un’istruzione pubblica, gratuita e di alto livello per tutti; riforme che permettano alle donne di esprimersi al meglio delle loro capacità nel mondo del lavoro, permettendo loro di competere alla pari con gli uomini; riforme, insomma, che ci avvicinino sempre di più alle moderne democrazie europee e non alle dittature terzomondiste di quelli che furono gli “amici del cuore” del nostro Premier.
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