Le tue idee

  • 17/04 – Santo Sapienza – Salve, lo ripeto all'infinito e non mi stanco di ripeterlo.
    I Docenti non debbono prendere oltre l'orario ordinario 18 ore, ore 3 oppure più grave 6, così non facciamo altro che danneggiare gli alunni, danneggiare il precario e far capire al Ministero che il Docente è capace allora di fare 24 ore e chissà se con i tagli, potrebbe dire: le ore di cattedra dall'anno prossimo saranno 24 oppure 22, visto che si possono fare, allora dopo che cosa rispondiamo? Quindi togliamo che il D.S. ogni primo collegio Docente deve comunicare al collegio se per caso ci sarebbero insegnanti che prendono spezzoni rimasti.
    Assistenti amministrativi, perchè c'è diversità di posti in organico fra Licei e Istituti Tecnici o Professionali? Gli studenti sono tutti gli stessi o c'è qualche problematica? I co.co.co. Li DOVETE togliere dalla scuola, sistemarli dove non esiste una graduatoria, non vedo di buon occhio che un assistente dopo 20 anni di servizio si sente dire dal D.S. che purtroppo è soprannumerario e quindi deve cercare altra scuola, mentre i co.co.co. sono sempre lì.
    Per i coll. scolastici, l'organico non deve scattare con gli alunni, bensì con i metri quadrati dell'Istituto, perchè i Dirigenti pur di fare salti mortali, pressano costantemente i lavoratori per pulire tutto l'istituto, lasciando incustodito il posto di lavoro, perchè in 30 minuti NON si può fare la pulizia, pertanto visto che i D.S. occupano classe vuote per far classi speciali e lo stesso si deve pulire, come a COTTIMO E DI CORSA. Basta, togliamo i soldi alle scuole private, sono
    private lo dice la stessa parola, togliamo i soldi ai partiti e creiamo più posti di lavoro, riduciamo i soldi ai parlamentari e senatori, ai Ministri e tutti i politici. Scusate lo sfogo. RSU FLC CGIL

    A 30 persone piace - Mi piace >
  • 17/04 – DISINCANTATO – In risposta a Lucrezia: "credo nella cgil...." ebbene come si fa a credere in un sindacato dove si azzuffano per i distacchi e altro...
    Ora pubblicatemi de avete il coraggio!!!

    A 28 persone piace - Mi piace >
  • 13/04 – Inca – Analisi e riflessioni di un dipendente della scuola pubblica

    Le Istituzioni Scolastiche pubbliche sono oggi organizzate nella seguente maniera :
    1. Dirigente scolastico (rappresentante legale dell’ente); 2. DSGA (Direttore dei Servizi Generali e amministrativi ; 3. Consiglio di Istituto (organo decisionale sovrano dell’Istituto.. in teoria); 4. Collegio dei Docenti ; 5. Giunta Esecutiva ( che dovrebbe predisporre tutti i lavori del Consiglio di Istituto e portare gli atti all’approvazione dello stesso).

    La figura apicale del Dirigente Scolastico è ascritta, secondo me senza alcuna ragione intrinseca, alla categoria del “Manager” con riconoscimento di un enorme potere decisionale , soprattutto dopo l’emanazione del “Decreto Brunetta”, oggi D.L.vo 150/2009.
    Una prima contraddizione sta nel fatto che questa figura è al contempo “Gestore di un Ente” e quindi dovrebbe risponderne all’amministrazione periferica e centrale, quindi Legale Rappresentante di tale Ente, che ha una propria Autonomia, sia protetto dall’Avvocatura di Stato e di fatto e diritto considerato quindi un anello della Dirigenza del MIUR e dal MIUR quindi , di principio, protetto.
    La su esposta “sottigliezza” di “conflitto di interessi” potrei esplicarla in diverse maniere , anche se dovrebbe essere palese.
    Sulla “carta” , l’operato del Dirigente dovrebbe essere controllato dai Revisori dei Conti, dai Dirigenti degli USP (Ufficio scolastico provinciale) , USR (Ufficio scolastico regionale) , MIUR direttamente, in ultima istanza.
    Quando vi sono i controlli di Routine dei Revisori dei Conti, è persino una rarità che il Dirigente scolastico sia presente e i Revisori sanno benissimo che tutte le attività svolte sono state eseguite dal DSGA e non dal Dirigente e ne chiedono appunto conto al DSGA che sta coi Revisori al momento del controllo. Spessissimo accade che le “cose” “non regolari” siano specifici atti dirigenziali o mancanti o non perfetti.
    La maggior parte dei DSGA combatte tutti i giorni col proprio Dirigente perché vengano rispettati regolamenti, norme, iter procedurali e non perché si diverta o voglia per forza aprire conflitti, ma perché poi qualsiasi “difetto” pesa sul DSGA in termini di ulteriori attività lavorative da svolgere, di stress psicologico di fronte alle richieste dei Revisori, di sofferenza professionale e umana perplessità di fronte al disinteresse diffuso di questa categoria manageriale verso la norma
    giuridica che spesso nemmeno conosce o interpreta e manipola secondo le proprie “opportunità” .
    Ma se, come la legge stessa impone, si permette di denunciare o chiedere l’intervento, o anche solo il parere di un organo superiore o di controllo, si apre un muro a difesa del Dirigente e il malcapitato si trova egli sanzionato o perseguitato per aver osato contro quello che oggi è un Feudatario che non risponde, nei fatti, a nessuno, forse solo al proprio sindacato (?),del proprio operato.
    Certo, non tutti sono così, ma alla luce dell’esperienza questo modo di essere è in aumento e, in ogni caso, non è pensabile che i lavoratori della scuola debbano sperare di avere nominato un Dirigente “ammodo”, incrociando le dita. In sostanza non è pensabile che un intero Ente, ricco di professionalità, sia messo nelle mani di un’unica persona , che tali professionalità , nonostante , come spesso accade, abbiano titoli e competenze culturali superiori al Dirigente stesso, debbano
    subirne le decisioni con pochissimo spazio di opposizione e spesso vi rinuncino perché immediatamente scattano tanti e tali processi di protezione dell’individuo da incutere veramente paura di opporsi a qualsivoglia sua azione.
    Sulla carta, la norma pone dei limiti al potere dirigenziale attraverso l’attribuzione di competenze specifiche degli altri Organi, collegiali e individuali, della scuola, ma nella realtà il Dirigente ha o si appropria di tutti i mezzi idonei a prendere le decisioni autonomamente e di imperio, o semplicemente bypassando tali decisioni, omettendo iter, o peggio, come, spero raramente, accaduto, modificando verbali o raggirando interi organi .
    Appunto, nessuno può garantire che una persona sia perfetta, e vi sono Dirigenti che hanno un comportamento ineccepibile , capaci , idonei e corretti sotto ogni punto di vista: ma non vi possono essere garanzie aprioristiche a che questo accada.
    Faccio un esempio forte.
    La nave “Costa Concordia” , per quanto ci è stato dato di capire, ha naufragato, con conseguenze terribili, a causa del comportamento incongruo del Comandante che, secondo quanto stabilisce la legge, ha potere assoluto nella sua nave.
    Ovviamente gli altri Ufficiali avrebbero potuto ammutinarsi, semplicemente evitando di obbedire al Dittatore, ma applicando , per propria coscienza e conto, le più elementari regole della navigazione, ma nell’ipotesi che poi avrebbero potuto avere ritorsioni da parte del Comandante stesso, nel caso l’esito non fosse stato quello che è sotto i nostri occhi, potrebbero aver avuto paura di disobbedire, potrebbero avere, come accade in qualsiasi contesto, preferito assecondare il comandante,
    ben consci che, come ancora accade nella maggior parte delle volte, il potere del comandante li avrebbe potuti sanzionare e penalizzare in futuro.
    Tutto questo non sarebbe successo se ogni ufficiale avesse per legge il potere di chiamare autonomamente e immediatamente un organismo di controllo (ove non vi siano comandanti o ex comandanti e nessuno conosca il soggetto) e, soprattutto, se nelle decisioni, ad esempio, di variazioni di rotta, il comandante avesse l’obbligo di seguire le indicazioni assunte a maggioranza dall’intero gruppo di comando della nave .
    Nella scuola, indubbiamente, non si può naufragare, ma vi sono momenti decisionali che possono creare comunque delle conseguenze gravi per l’Istituzione e le persone che vi lavorano.
    Un esempio è quello legato alla Sicurezza degli Edifici: la norma né dà piena responsabilità al Dirigente, ma invito gli addetti ai lavori (che ancora dovrebbero essere un organismo indipendente privo di ex dirigenti o simili..) a fare un monitoraggio VERO , fatto andando a ispezionare le scuole e non basato sulle produzioni documentali inviate dalle scuole, e si scoprirà , non temo smentite, che la stragrande maggioranza dei Dirigenti non ottempera ai suoi obblighi, e spesso non perché
    non abbia a cuore l’incolumità dei ragazzi, ma perché NON LO SA FARE , delega un esperto esterno per il Documento di sicurezza, spesso non corrispondente appieno alla realtà. E inviterei anche a effettuare un controllo sulle ridicole “prove di evacuazione in caso di incendio” che si vede bene come sono basate sul concetto “tanto non accadrà” … ma che, se accadesse davvero un incendio, dimostrerebbe tutta la propria inutilità, perché svolte in modo assolutamente privo di
    professionalità nella maggioranza dei casi.
    Ma pensando a situazioni meno tragiche.
    La norma prescrive che ogni anno, entro Ottobre, il Consiglio di Istituto, che dovrebbe essere l’organo sovrano dell’Istituzione, approvi il POF (Piano dell’Offerta Formativa) .
    Prima di essere sottoposto all’approvazione del Consiglio, il POF deve essere redatto dalla specifica Commissione e al suo interno dovrebbero esserci sia i progetti didattici che l’organizzazione dei Servizi .
    Dentro il POF quindi si dovrebbe parlare anche dell’Ufficio amministrativo, dei Collaboratori scolastici etc…
    Solo pochi Dirigenti illuminati mettono in commissione POF il DSGA o qualche rappresentante ATA.
    Non solo, ma troppe scuole non approvano alcun POF o non lo modificano nei tempi e modi prescritti .
    Senza il POF , sempre secondo quanto prescrive la norma, e in particolare il Regolamento di Contabilità D.I.44/2011, non si può redigere il Programma Annuale, ossia il Documento Contabile di Programmazione Finanziaria , ma non tutti i Revisori verificano la presenza del POF quando effettuano i controlli per redigere il proprio Verbale in cui esprimono il proprio parere e quando sono ligi e devono inserire nel Verbale che il Programma ha il difetto di non essere supportato dal POF si sentono le
    più svariate pretenziosità dell’eventuale Dirigente (bontà sua) presente ma soprattutto emerge l’enorme imbarazzo del DSGA che in realtà ha redatto egli ( e non il Dirigente) il Documento contabile , seguendo le scadenze e le indicazioni , spesso orali, del Dirigente stesso, figura che dovrebbe autonomamente redigere l’atto ma che difficilmente può farlo, in quanto non ne ha le competenze tecniche ( e qui dovrei aprire una lunga parentesi di chiarimenti e specificazioni).

    Tornando al ragionamento iniziale.

    Il Dirigente è un funzionario dello Stato, meglio del MIUR e quindi va controllato dal MIUR . Il proprio contratto di lavoro non è nel comparto scuola e questo gli permette di percepire compensi esorbitanti sia rispetto al principio costituzionale di coerenza con quantità e qualità di lavoro svolto, sia, soprattutto, rispetto ai veramente mortificanti stipendi del restante personale della scuola che veramente lavora dentro l’istituzione ogni giorno. Credo di non poter essere smentita nel
    dire che fra gli enti pubblici la scuola è l’unico in cui è assai difficile trovare lavativi, ancor meno negli uffici amministrativi, in cui spesso si è in tre, quando non due, compreso il DSGA che invece di fare il Direttore fa l’ulteriore assistente se non il lavoro di tre assistenti insieme, visto il numero di adempimenti, la normativa da studiare e applicare, le continue richieste giornaliere.

    Alla luce anche della situazione di crisi, già abbastanza scandalizzata dagli ancora più altri stipendi degli altri dirigenti pubblici (cui i dirigenti scolastici aspirano in quanto il loro sindacato è da tempo che ne chiede l’equiparazione) , ancora di più mi sento di dire che il livello di frustrazione del personale della scuola risente anche della disparità di posizione e di trattamento del proprio Dirigente , disparità che non ha alcuna ragion d’essere alla luce appunto
    dell’effettività della quantità e qualità del lavoro svolto e del livello di responsabilità reale, cioè effettivamente verificata e sanzionata che si adduce giustifichi tale posizione di potere e stipendiale.

    L’analisi potrebbe proseguire maggiormente dettagliata e argomentata.

    In buona sostanza cosa propongo?

    1. Innanzitutto che venga abrogato il Decreto Brunetta e che il potere dei Dirigenti venga assolutamente ridotto.
    2. Che venga cambiata la Governance della scuola introducendo maggiore democrazia e rispetto di competenze e professionalità. Questo si può fare sostituendo al Dirigente unico il c.d. G.O.P. (Gruppo Operativo di Progetto) che ha funzionato benissimo nella gestione dei PON (Progetti dei fondi istituzionali europei ) . Nella Gestione dei PON il GOP era ed è composto da Dirigente scolastico-DSGA e Vicario o Referente, con eguali poteri, reciproco controllo e ottimizzazione di gestione e
    compensi. Il G.O.P può essere introdotto senza alcuna spesa, ma semmai riducendo il compenso generale del Dirigente che dovrebbe semplicemente assumere la veste di mero rappresentante e coordinatore, magari introducendo una bella laurea specifica che ne assicuri il livello culturale che deve comprendere sia la didattica che l’amministrazione. La Responsabilità amministrativo/contabile deve essere assunta dal DSGA (che si chiamerebbe Dirigente amministrativo) e la Responsabilità didattica
    al Vicario (che non farebbe più attività di docenza ma , a parità di stipendio, farebbe il coordinatore didattico ..e quindi ne deve avere le competenze culturali). La riduzione dello stipendio del Dirigente dovrebbe riferirsi alle retribuzioni di risultato e di posizione e quanto risparmiato per questa elargizioni che oggi vengono date senza alcun motivo reale, né di produttività né altro, dovrebbero andare a costituire un Fondo di merito da attribuirsi a quei GOP che, opportunamente
    verificati da organismi indipendenti di cui avrei anche ben chiaro sul come debbano essere costituiti, abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati nel rispetto sia del risultato che dell’economicità, efficienza, efficacia, trasparenza etc…
    3. Essendoci il GOP si elimina la Giunta esecutiva , in quanto il GOP stesso è un organismo esecutivo completo.
    4. Il Consiglio di Istituto deve avere una vera possibilità di controllo e deve prendere le decisioni essendo a perfetta conoscenza degli atti e dei procedimenti, in quanto se ne assume la responsabilità. Oltre che a essere costituito da rappresentanti del personale e dei Genitori, dovrebbe avere anche un rappresentante dell’ente locale e anche il potere di adire organismi di controllo. Ogni anno i componenti del consiglio devono essere formati sui propri compiti, diritti e prerogative
    attraverso informativa scritta ed eventuali corsi.
    5. In ogni scuola deve esserci almeno un referente antimobbing o dovrebbe essere istituito in ogni Comune, un organismo antimobbing a consultazione immediata e che abbia il potere di immediato intervento sia di consulenza che di segnalazione di illeciti, abusi o simili.
    6. I Revisori dei Conti, gli Ispettori , i Dirigenti degli USP o degli USR non devono essere o essere stati Dirigenti scolastici o essere iscritti ai loro sindacati e non possono assumere azione di controllo o procedimenti disciplinari nei confronti di Dirigenti che conoscono.

    Una questione poi attuale da risolvere.
    Sono state soppresse moltissime Istituzioni scolastiche e non vi sono in molte province abbastanza posti ove inserire i DSGA perdenti posto.
    Sarebbe una buona soluzione, che però dovrebbe giungere in maniera veloce per permettere i movimenti, che i DSGA perdenti posto ( è l’unica categoria della scuola che rimane senza sufficienti sedi) fossero messi nella possibilità di scegliere di andare in altri Enti (che dovrebbero quindi essere prima identificati), o negli Uffici scolastici provinciali al posto di personale amministrativo direttivo pensionato oppure che vengano utilizzati proprio come ispettori, revisori, istituendo gli
    appositi organismi e collegi , in quanto, avendone le competenze tecniche e professionali, sarebbero perfetti in quei ruoli.

    Le problematiche e le proposte esposte sono per me di ordine politico e non di spettanza sindacale, attenendo a questioni di giustizia e buon funzionamento generale di un ente basilare della società civile e quindi è la politica a doversi finalmente cimentare nella riorganizzazione di tale Ente senza farsi condizionare da personalismi di gruppi, caste , poteri : sarebbe una grande vittoria della democrazia e della giustizia sociale.

    A 34 persone piace - Mi piace >
  • 12/04 – gionni – Per ricostruire l'italia serve il lavoro. perché ci si possa rialzare dal baratro in cui siamo sprofondati, bisogna cambiare mentalità.
    serve la cosa più importante per andare a vanti, la fiducia, senza la fiducia non potremo mai fare nulla e questa deve essere inizialmente verso lo stato. i cittadini devono poter credere che chi li amministra non è un ladrone e che lavora per loro, visto che è pagato per farlo, via dal governo tutti quelli che ci sono andati per pararsi il culo,via dal governo chi non lavora, come si farebbe in una qualsiasi fabbrica, con un operaio lavativo. perché invece i ladroni continuano a stare al governo coperti dalla ipocrisia totale. cosa fa il presidente della repubblica? non si accorge di come si sia inficiato tutto l'apparato burocratico? non si accorge delle negligenze, delle frodi delle persone in alto?, a cosa lo si elegge a fare se poi non fa niente davanti alle cose che non vanno.
    non basta certo l'esortazione a non fare furberie perché questa generazione di furbetti berlusconi-ani si fermi. lo abbiamo visto cosa faceva il governo con a capo berlusconi quando cerano le proteste sociali," se ne fregava" tanto sapeva che non sarebbe durato e che i suoi processi stavano per essere tutti prescritti. bisogna mandare a casa tutti i vecchi perché bene o male sono implicati in qualche cosa che poi sicuramente potrebbe essere usata per ricattarli, serve gente nuova, gente che non abbia solo ballato nella sua vita, ma che abbia degli studi sulle spalle e delle esperienze che possono rivelarsi utili per amministrare, persone che per essere chiamati onorevoli devono esserlo davvero, e mi pare che ultimamente di onorevoli ce ne sono pochi al governo. secondo me serve servono soprattutto delle leggi per il governo i cui presupposti non sono quelli di parlare e basta ma di agire. prima di tutto sostegno per la piccola iniziativa privata. l'artigianato giovanile che non esiste più. l'ossatura dell'italia è sempre stata la piccola impresa , quella in cui le persone si conoscono e si vogliono anche bene a volte, quella piccola impresa dove si va a lavorare con piacere e si produce di più e si ama il proprio lavoro, non si è un numero, ha sia ha la possibilità anche di esprimersi di migliorare, dove non trovano posto le mazzette e i sotterfugi e tutti lavorano secondo le proprie capacita e con merito si guadagnano una posizione.

    A 29 persone piace - Mi piace >
  • 11/04 – Mario Tibelli – Proviamo a fare una lista di valori intorno ai quali impostare la "ricostruzione" dell'amata Italia.
    Ne abbiamo distrutti di valori nel passato più o meno recente! Si è detto, poco saggiamente, che erano sorpassati. Ma un valore, se è un valore, non è provvisorio.

    A 27 persone piace - Mi piace >
  • 09/04 – Tina – Dobbiamo essere uniti nelle nostre idee e non pensare solo al nostro IO o categoria dei lavoratori, i problemi sono tanti, possiamo parlarne quanto vogliamo, ma ora è solo il momento di agire, e dobbiamo farlo tutti insieme. Iniziamo a far abbassare la quota che tolgono per lo sciopero (più persone parteciperanno).
    Perché non cambiano il metodo di accesso per l'insegnamento alla scuola dell'infanzia? Il nostro ministro dell'istruzione dovrebbe andare nelle scuole a dare un'occhiata. Bisogna aprire le porte ai giovani, cambiare con chi ha tanta anzianità di servizio.

    A 32 persone piace - Mi piace >
  • 06/04 – Davio – Visto che che per il prossimo anno scolastico 2012-13 sono stati dimensionati più di 1000 istituti scolastici con la conseguente perdita del 50% dei posti di DSGA (direttori dei servizi Genertali ed Amministrativi) e molti dei perdenti posto non avranno una sede di servizio, si potrebbero mandare in pensione altrettanti DSGA che sono prossimi alla pensione e sono stati bloccati dalla riforma Monti?
    A 151 persone piace - Mi piace >
  • 04/04 – roberto – una cosa che si potrebbe fare, almeno per la scuola, è ad esempio l'eliminazione del corso di formazione e tesina finale per gli insegnanti con alle spalle decenni di precariato e entrati in ruolo da una graduatoria di merito. Infatti non ho mai capito perchè un insegnante entrato in ruolo da una graduatoria di merito, come nel mio caso, e con alle spalle anni di insegnamento come precario non ha gli stessi diritti di un insegnante entrato di ruolo da una graduatoria provinciale con gli stessi anni di precariato? non sarà colpa pure dei sindacati se l'italia va male?
    A 31 persone piace - Mi piace >
< 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 ... >
Video Banner PicBadge Manifesto
Partecipa

Contribuisci con le tue idee
alla discussione sui temi proposti
da Ricostruiamo l'Italia

Pubblica

Registrati
  • Facebook
  • Twitter
  • Youtube