Le tue idee

  • 18/01 – maurizio – Perché non si è mai pensato di far accedere al VII livello stipendiale gli insegnanti di scuola primaria, considerato che che sono in possesso di laurea, quindi discriminati rispetto agli insegnanti delle scuole secondarie.
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  • 16/01 – annamaria – Il problema più grande è il precariato nel lavoro:esso è la causa non solo dell'impoverimento diffuso (con le sue conseguenze economiche ), ma anche delle discriminazioni e degli abusi che i datori di lavoro possono perpretare a danno di chi è o si deve rendere schiavo per bisogno.Non poter contare su entrate certe rende impossibile un tranquillo disegno di vita sia personale che familiare, rende le persone 'precarie' anche psicologicamente, destabilizza anche i rapporti affettivi.
    Rilanciare una politica e una legislazione equa del lavoro servirebbe anche ai cittadini, specialmente quelli più giovani, a convincersi che non è la furbizia, la raccomandazione o l'aggirare la legge che serve per vivere meglio, ma l'impegno personale sia nello studio che nel lavoro.

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  • 16/01 – Antonio Peduzzi – Mi appare ridicolo il proposito di voler perseguire la "crescita" del paese limitandosi al proposito di liberalizzare alcuni comparti: una crescita senza virgolette ha bisogno della nascita in tempi rapidi di una nuova generazione imprenditrice. Senza essa non vi può essere crescita. Allo stesso modo non vi può essere crescita senza la nascita in tempi rapidi di un nuovo ceto intellettuale: ma perché esso nasca è necessaria una scuola in cui chi siede in cattedra abbia un riconoscimento che deriva dalla serietà degli studi compiuti e dalla serietà degl studi in cui impegna i giovani: non da sistemazioni caritative dovute a leggi o accordi contrattuali. Perché questo riconoscimento possa esservi è necessario decidere con trasparenza la disattivazione di corsi di laurea fittizi - o perché privi di contenuti scientifici, oppure perché frutto di accordi corporativi. Infine e in breve: se vogliamo veramente "liberalizzare", cioè porre tutti nelle condizioni di
    concorrere liberamente alla crescita, al bene comune e alla dignità, occorre cancellare subito il potere dei dirigenti italiani (statali, scolastici, delle asl, degli enti locali, ecc.) di scegliere per cooptazione (cioè per affinità personali e simili) i "collaboratori" cui corrispondere prebende e chances di carriera in cambio di fedeltà personale di stampo feudale.
    La subalternità che vedo a sinistra mi induce a temere che essa coltivi ideologicamente i vizi che sarebbe necessario cancellare - con il risultato di pensare lo sviluppo attraverso le categorie del sottosviluppo.

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  • 14/01 – Salvatore – Occorre lavorare negli ambiti pre-politici per ricreare una comunanza più diffusa ed organizzata. Solo partendo dalla comprensione del territorio, si può in maniera più profonda riarticolare il complesso delle richieste locali in una piattaforma capace di suscitare condivisione ed entusiamo a livello generale.
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  • 14/01 – Andrea – C'e' bisogno di ricostruire i valori del sociale e ripristinare la solidarietà;tutto questo condido da un ritorno alla legalità,termine cancellato dal dizionario itliano da chi ci ha governato fin ad ora!!!!
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  • 14/01 – guido napolitano – ...ribadisco il concetto: l'attacco degli speculatori é nei confronti dell'euro. A cosa è servita la manovra che ha sacrificato ancora una volta i soliti noti? Il declassamento in b+! Quando ci svegliamo?
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  • 13/01 – Paola – La ringrazio professore Deiera dello scambio di idee anche per me il tempo è prezioso, inoltre ritengo inopportuno continuare a occupare spazio su una bella e incoraggiante piattaforma come questa, dove le proposte e le idee viaggiano libere, è importante non cadere nell'errore di scontrarci ma dobbiamo lavorare insieme......come in una grande orchestra! Arrivederci
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  • 13/01 – nato 52 – Quale proposta i sindacati rivolgono alla commovente Ministro Fornella per rivedere la riforma pensionistica che di equità non c'è nulla.In particolare per la scuola cosa propone il sindacato? Insegnare è un lavoro più che usurante.I docenti tra non molto si recheranno a scuola con la badante.Viva l'Italia paese di Me***.
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