Le tue idee

  • 11/12 – Del Papa Vincenzo – La CGIL dovrà essere durissima sia nei riguardi della Manovra in quanto iniqua, sia soprattutto della nostra classe politica che merita solo di essere spazzata via dopo le ultime dichiarazioni di rinvio sulla diminuzione dei propri compensi...!!!; su questo punto, tutti i mezzi di comunicazione dovranno essere coinvolti in una campagna di denigrazione, per far comprendere a tutti che che il suo credo è "meglio che paghino gli altri" e che non merita affatto di rappresentare il popolo italiano. In nessun periodo della storia repubblicana era caduta così in basso...!!! Saluti
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  • 10/12 – zenerale1 – bisogna resettare tutto. chi si candida a dirigere il paese deve essere non solo pulito ma pulitissimo e trasparente. chi ci vuole ancora dirigere ha rotto le scatole non si vergognano non si rendono conto ancora oggi come ci hanno ridotto. ci vuole il cambio generazionale e se possibile lo facciano gratis
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  • 10/12 – CASCA – Ho letto il dossier: Ricostruire l'italia -Cominciamo dalla scuola. Bene, l'ho trovato interessante ma perfettibile, ritengo necessario che venga reso noto a tutti. Docenti, genitori e studenti. Bisognerebbe dare la massima diffusione possibile per sapere cosa ne pensano anche gli altri soggetti coinvolti nel processo di modernizzazione del nostro paese. Solo così si potrebbe raggiungere il risultato sperato. Per fare questo, penso che il primo passo potrebbe essere quello di partire dalle assemblee sindacali dove discutere e diffondere le idee in esso contenute innanzitutto agli attori principali e coloro definire i passi successivi. C.C.
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  • 13/12 – luigi martano – La formazione in servizio dei docenti obbligatoria.
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  • 13/12 – anais – Per ricostruire l'Italia bisogna creare le buone relazioni, fondate :
    -sul rispetto e l'educazione,
    -sulla lealtà e l'onestà,
    -sul sacrificio e la riflessione.
    -sullo studio e il lavoro,
    -sulla solidarietà.
    Se ognuno farà la sua parte ,forse non perderemo più tempo per un nuovo rinascimento dell'Italia.
    Ognuno deve fare la sua parte.
    Auguri a tutti per un futuro migliore e che rinasca la speranza.

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  • 14/12 – Tina – Io penso che una crescita deve partire in piccolo. Se ogni comune da la possibilità di sviluppo in piccola scala di gruppi formati da giovani e meno giovani dove ognuno impara dall'altro basandosi su iniziative che vengono fuori dalle necessità locali o sfruttando quello che offre il proprio territorio non si perde. In inglese si dice "trash means cash" - c'è una crescita di imprese del seconda mano, dell'usato, dell'utilizzo di materiali riciclabili e la loro trasformazione in
    prodotti da mettere sul mercato in tutti i paesi europee ma qui ha difficoltà a decollare. Questa è la strada per pulire il nostro territorio e fare cassa sui rifiuti senza importare materie prime da altre parti.

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  • 13/12 – Liza – Ricostruire il nostro paese significa individuare gli errori che hanno fatto i nostri politici e anche quelli che abbiamo fatto noi. Partiamo dunque da una scelta politica diversa, non crediamo più ai politici che tacciono, che si astengono, che non riescono a proporre soluzioni alternative.
    Poi, la ricostruzione deve iniziare dall'economia reale e quindi dalle regole che impediscono la speculazione finanziaria, rigorosi controlli delle agenzie di rating, la tassazione delle rendite finanziarie.

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  • 17/12 – Redazione – Il disappunto di dany67 è comprensibile. Da parte nostra, in questi tre anni di mobilitazioni non ci siamo risparmiati: abbiamo contato 12 scioperi (della FLC o con la CGIL) e altrettante manifestazioni nazionali. Ora è accaduto un fatto nuovo: le altre organizzazioni sindacali sono tornate a far sentire la loro protesta.

    Con la CISL e UIL dell'università e della ricerca, la FLC è riuscita a concordare uno sciopero per l'intera giornata, come hanno fatto CGIL, CISL e UIL della funzione pubblica. Con CISL e UIL Scuola non è stato possibile proclamare un'astensione per l'intera giornata.

    Si poteva fare di più? Abbiamo deciso, per questa volta di privilegiare l'unità.
    In ogni caso noi pensiamo che non debba finire qui. Dopo gli anni dei tagli della Gelmini e di Tremonti, pensiamo sia arrivato il momento di ritornare ad investire in conoscenza, ridare dignità al lavoro, riconquistare il diritto alla contrattazione. Siamo sempre stati convinti che l'unità sindacale sia un valore e anche questa volta la misureremo alla prova dei fatti.

    Intanto c'è una scadenza importante, un momento di verifica, le elezioni delle RSU il 5-7 marzo 2012. La parola passerà finalmente ai lavoratori, anche quella è un'occasione per dare segnali alle organizzazioni sindacali e al governo, segnali dei quali bisognerà tenerne conto.

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