Le tue idee

  • 19/01 – alberto – il mio rammarico più grande è aver dato fiducia in un sindacato che si sta mostrando uguale agli altri, se non peggio.
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  • 20/01 – ODIOIMONTI(AMOILMARE) – DOPO30 ANNI DI SERVIZIO BISOGNA DARE PART TIME E 1/2 PENSIONE
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  • 02/09 – Angelica52 – Invio la lettera di un collega insegnante come me di Quota 96 che vi pregherei di leggere con molta attenzione: http://www.latecnicadellascuola.it/index.php?id=39047&action=view&c
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  • 18/01 – ros – da trentotto anni maestra in scuola a rischio: perché non progettare, con passione scienza e coscienza, una quotidiana e puntuale e entusiasmante attività didattica e non strabilianti e inefficaci progetti calati dall'alto?Sapete gli insegnanti hanno tanto da fare, anche senza i progettoni. Perché non eliminare prima di tutto scarafaggi insetti e sporcizia e polvere e tartaro e arredi scassati e il trionfo del brutto e dello sgarrupato e dell'insicuro dalle aule?
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  • 23/01 – Arpaia Natale – Sono una RSU uscente, vi dico che ci vogliono persone............ preparate, perchè la FLC CGIL su questo si è sempre distinta.......
    " Serie" perchè i lavoratori non credono più a nessuno.
    " trasparenti " su tutto , evitare personalismi...... difendere tutti in egual modo alle occasioni.....
    e denunciare atti di arroganza chiunque esso sia, come abbiamo fatto noi.

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  • 15/09 – Mario Carolla – COME NE USCIAMO?

    Quando negli anni '60 lessi per la prima volta "Il mondo come io lo vedo" di Albert Einstein, edito nel 1931, non feci molto caso alle frasi che il grande fisico argomentava sulla crisi. Anche allora imperversava la crisi ed era quella (la crisi del '29) passata alla storia repubblicana, seguita al fascismo, come la più mostruosa mai registrata. Quella crisi fu risolta solo con la Ricostruzione dopo una devastante guerra mondiale. Oggi non è pensabile avere un'altra guerra mondiale e allora......, torno alla domanda che mi sono posto: "Come ne usciamo?".

    Negli anni '60 (non ricordo con esattezza l'anno, ma certamente studiavo ancora all'Università di Napoli) eravamo in pieno "boom" economico e, dunque, ai miei occhi di studente, ma certamente agli occhi di molti, parlare di crisi non poteva interessare più di tanto.

    Oggi, invece, rileggendo quelle frasi, rubate da un post in una libreria di Lecce, non posso che sbalordirmi per due motivi:

    1) il contenuto di esse è pervaso da una straordinaria attualità, sembra proprio che siano state scritte ieri; ma, del resto, cosa ci si può aspettare dalle riflessioni del più grande scienziato che sia mai vissuto, senza far alcun torto ad Archimede, Newton ed altri, se non una lettura coerente e precisa del suo presente con lo sguardo rivolto al futuro? Egli apre così le sue riflessioni: "Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura".

    2) le sue riflessioni sono in perfetta sintonia con il mio modo di pensare e leggere la realtà della crisi di oggi, soprattutto, nel contenuto del periodo che le apre "alla grande", riportate sopra. Tutti in Italia, in Europa e nel mondo pensano che per uscire dalla crisi occorre innescare un processo che si sostanzi di rigore e crescita (sperimentate tante volte). Queste categorie saranno pure necessarie nel contingente, ma la vera salvezza delle future generazioni sta proprio nel cessare di pensare che le cose cambino continuando a fare sempre le stesse cose che ci hanno portato al disastro che è sotto gli occhi di tutti.

    Albert Einstein conclude: " È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono delle lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere della crisi è esaltare il conformismo. Invece lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

    Per superare il disastro occorre estirpare la radice del male che sta, a mio avviso, in questo concepire barbaro del sistema economico, fondato sul predominio della finanza, che ha reso il capitalismo un serpente velenoso che fagocita tutto ciò con cui viene in contatto, dopo aver cancellato ogni valore di civile convivenza tra le persone e tra i popoli.

    Ritengo assurdo che mi svegli al mattino, che accenda la televisione per ascoltare le prime notizie della giornata mentre sorbisco il primo caffè e che senta parlare con enfasi sempre di borse e di "spread". Facciamo qualcosa!

    Quando cominceremo a fare cose diverse? L'utopia, qualche volta, per una sorta di mutazione genetica può diventare realtà. Io mi accontento di crederci! Ma....basta solo crederci?

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  • 21/01 – Valeria – Le scuole paritarie, che ricevono tanti privilegi dallo Stato, devono reclutare il proprio personale dalle graduatorie statali. Si ridurrebbe così il precariato ed il lavoro nero nella scuola.
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  • 10/09 – Ross – Ricostruire l'Italia? Occorre ricominciare dagli italiani e soprattutto dai politici italiani...li sottoporrei ad una batteria di quiz - quegli stessi assurdi test che sottopongono ad aspiranti docenti, a ragazzi che vorrebbero seguire le loro inclinazioni iscrivendosi a questa o quella facoltà!!! Se li passano governano altrimenti A CASA.
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