Beethoven e Mendelssohn: i video del concerto del 20 febbraio

L'affermazione della libertà e della giustizia, la lotta contro la tirannia, sono i temi che sono alla base dell'unica opera teatrale, "Fidelio", di Ludwig van Beethoven (1770-1827). Le varie versioni dell'opera, che testimoniano un complesso e travagliato processo creativo, si riflettono anche nella composizione di ben quattro diverse ouverture, ossia del brano strumentale che ha funzione di introduzione all'azione drammatica. L'ouverture "Leonore n. 3 op. 72a", eseguita il 20 febbraio dall'Orchestra nazionale dei conservatori italiani diretta dal Maestro Fabio Mastrangelo, è indubbiamente la migliore, per il grande respiro sinfonico nonché per la capacità del compositore di racchiudere in un'unica ma, al tempo stesso, grandiosa pagina, i principali momenti psicologici e musicali dell'intera opera. Guarda il video >

Il cosiddetto "viaggio in Italia" rappresentava un appuntamento immancabile nell'ambito della formazione spirituale e culturale di quasi tutti i principali artisti europei dell'ottocento. Anche il grande compositore Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847) musicista proveniente da una ricca famiglia di banchieri, con una cultura enciclopedica e cosmopolita (parlava correntemente 4 lingue), soggiornò in Italia tra il 1831 e il 1832. Frutto di quella esperienza è una delle sue composizioni più famose ed eseguite: la "Sinfonia n. 4 op. 90" non a caso denominata "Italiana". Durante la manifestazione del 20 febbraio è stato eseguito il terzo ("Con moto moderato") ed il quarto movimento ("Saltarello: Presto") di questo lavoro. Semplicemente memorabile è il quarto movimento che innesta in una forma musicale "seria e severa" come la sinfonia, un frenetico e pulsante saltarello dall'inconfondibile derivazione meridionale che faceva giustamente dire al compositore che la Sinfonia n. 4 era il lavoro più gaio che avesse mai scritto. Guarda il video >

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