Cosa contratta la RSU? Le attività aggiuntive dei docenti

Le attività aggiuntive, lo dice la parola stessa, si svolgono oltre il normale orario di lavoro e sono del tutto volontarie. La prestazione di un'attività aggiuntiva, inoltre, da diritto ad una retribuzione accessoria.

Che cosa sono?

Possono essere di insegnamento (si fanno in presenza degli studenti e sono previste nei vari progetti del Piano dell'Offerta Formativa), oppure funzionali all'insegnamento (ad es. quelle eccedenti le 40 ore annue di attività collegiale).
La retribuzione di entrambe le tipologie di attività aggiuntive è definita dalla tabella 5 allegata al contratto nazionale se è su base oraria, altrimenti può essere anche su base forfetaria e in questo caso l'entità del compenso è decisa dalla contrattazione di scuola che si svolge tra il dirigente e la RSU.

Come vengono assegnate?

Il Contratto nazionale (all'art. 6 lettera o) prevede che i criteri per l'individuazione del personale docente, educativo ed ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto siano oggetto di contrattazione integrativa. Questo significa che l'assegnazione dei docenti alle diverse attività aggiuntive retribuite non avviene in maniera discrezionale o casuale, ma sulla base di precisi criteri che vengono individuati dal contratto di scuola. Tali criteri si rendono necessari in particolare quando vi sono più aspiranti alla stessa attività. Ovviamente il contratto di scuola non interviene sugli aspetti didattici o tecnico-professionali, di cui si occupa il Collegio docenti, ma stabilisce una procedura trasparente in base alla quale si scelgono i docenti da assegnare alle diverse attività aggiuntive. Può stabilire, ad esempio, che si proceda sulla base di requisiti professionali definiti dal Collegio o, in assenza, in base ad una graduatoria che valuti determinati criteri.

Responsabilità e competenze di ciascun organo

Tra le attività aggiuntive rientrano anche i corsi di recupero dei debiti scolastici nella scuola secondaria superiore. La decisione su come organizzarli e se privilegiare docenti della stessa classe o di altre classi compete al Collegio perché sono scelte di natura didattica. Il contratto può occuparsi di criteri aggiuntivi a quelli stabiliti dal Collegio per l'utilizzo dei docenti interni, ma non per gli esterni che sono assunti con contratto di prestazione professionale (a condizione che ci siano risorse disponibili).
Per quest'ultimi la competenza a definire i criteri è del Consiglio d'Istituto.