Particolari impegni professionali e flessibilità dei docenti

In sede di contrattazione di istituto è possibile retribuire forfetariamente particolari impegni professionali "in aula" se connessi a processi di innovazione e ricerca didattica o nel campo della valutazione degli alunni (art. 88 c. 2 lett. a del CCNL).

Per essere retribuiti tali impegni devono essere previamente individuati e riconosciuti in sede collegiale. Al personale docente è pertanto possibile riconoscere con il fondo di istituto il lavoro svolto in classe o nel campo della valutazione degli alunni se questo comporta un particolare impegno che va oltre lo standard obbligatorio per tutti, ad esempio perché caratterizzato da particolari aspetti di innovazione e sperimentazione didattica.

In sede di contrattazione si devono poi valutare anche le ricadute sul lavoro che possono derivare dalle scelte che la scuola dell'autonomia può fare nel POF (autonomia didattica e organizzativa). Ad esempio: la modifica dell'unità oraria da 60' a 50', la flessibilità nell'orario di lavoro, l'orario spezzato, l'orario su più turni o su più sedi della stessa scuola, l'ampliamento del funzionamento dell'attività scolastica, ecc. Il contratto può riconoscere queste ricadute sul lavoro e decidere un compenso forfetario situazione per situazione.

In entrambi i casi - particolari impegni professionali e forme di flessibilità - non si tratta di retribuire orari aggiuntivi ma effettive forme di "intensificazione o aggravio" di lavoro nell'ambito dei propri obblighi (preparazione lezioni, correzione degli elaborati, ecc.) o del proprio orario obbligatorio (su più sedi invece che una, …) derivanti da scelte autonome della singola scuola.