L'Italia che va a scuola, un universo caotico da riordinare

Quanto costa l'istruzione pubblica? Quanto lavorano gli insegnanti e quanto vengono retribuiti in Europa? Quale scuola dobbiamo aspettarci tra vent'anni alla luce delle ultime riforme? A cercare una risposta a queste domande Salvo Intravaia, docente di un liceo palermitano e collaboratore di LaRepubblica,che nel suo libro L'italia che va a scuola affronta i temi più attuali che gravitano attorno a questo caotico pianeta: gli insegnanti e i loro bassi stipendi, i precari e le graduatorie, gli alunni stranieri e gli alunni disabili, la dispersione scolastica, i rapporti con le famiglie. Salvo Intravaia comincia da questioni come queste per raccontare nel dettaglio la scuola italiana, con numeri, tabelle e dati alla mano, e scrive un'inchiesta a tutto campo su un mondo che coinvolge almeno 15 milioni di persone, fra genitori, docenti, alunni, dirigenti scolastici, segretari e bidelli. Un mondo contraddittorio ma ricco di possibili risorse per rilanciare un sistema che adesso fa acqua un po' da tutte le parti, soprattutto a causa delle ultime decisioni politiche, che rischiano di mandare all'aria tutto. A volte si parte da buone intenzioni: rilanciare il sistema di istruzione e formazione nazionale, per adeguarlo alle nuove sfide di inizio millennio. Ma i risultati sono tutti da accertare o addirittura negativi. Cosa va bene e cosa va cambiato? Un libro intelligente che fotografa questo complesso universo e ne smonta tutti i luoghi comuni, in una prospettiva auspicata di necessario cambiamento.