La regione straniera

Secondo il 12° Osservatorio regionale aggiornato al 1° gennaio 2011 l'Emilia-Romagna si attesta al primo posto fra le regioni italiane per la percentuale di cittadini stranieri (11,3%) seguita da Umbria (11,0), Lombardia (10,7%) e Veneto (10,2%).

Caritas-Migrantes stima in 544.000 gli immigrati regolarmente presenti sul territorio dell'Emilia. Tra le province superano la media regionale, nell'ordine: Piacenza (13,4%), Reggio Emilia (13,0%), Modena (12,7%) e Parma (12,5%). Inoltre 161 comuni emiliano-romagnoli hanno un'incidenza di residenti stranieri superiore al 10%. Tre comuni superano il 20%: Galeata (FC) al 21,7%, Luzzara (RE) e Castel San Giovanni, entrambi al 20,3%.

Sono 173 le cittadinanze rappresentate complessivamente. Se si pensa che le nazioni del mondo sono 191, si può proprio affermare che vengano da tutto il mondo. Al primo posto si conferma il Marocco (14,1%), seguito dalla Romania (13,2%), dall'Albania (12,1%), dalla Moldova (5,6%) e dall'Ucraina (5,5%).

Sono state in gran parte le donne straniere a contribuire nell'ultimo decennio all'aumento dei nati e quindi alla riduzione del saldo naturale (nati-decessi) di segno negativo della popolazione emiliano-romagnola. Infatti a fronte di un numero medio di figli per donna di 1,49 per l'Emilia, e di 1,27 per donna di cittadinanza italiana, per le residenti straniere si arriva fino ai 2,3. I bambini nati da genitori stranieri nel 2010 sono 9.677, se si considera solo la cittadinanza delle madri, sono il 27% del totale. Le comunità a netta prevalenza femminile sono l'Ucraina (22.349 donne pari all'81,2% degli Ucraini residenti), Polonia (75,4%) e Moldova (68,9%).

Gli stranieri residenti sono contraddistinti da una marcata prevalenza di giovani: il 69% ha meno di 40 anni. Ciò si traduce in  un'età media per gli stranieri di 31,4 anni ed una superiore ai 45 anni se si considera la popolazione complessiva.

A sottolineare la progressiva stabilità del fenomeno migratorio ci sono le acquisizioni di cittadinanza italiana che passano da 1.152 del 2002 a 7.912 del 2010. Il passaggio alla cittadinanza tradizionalmente è avvenuto per matrimonio ma nel 2009, per la prima volta, le acquisizioni della cittadinanza per residenza hanno superato quelle per matrimonio.

Anche per l'anno scolastico 2010/2011 l'Emilia-Romagna si conferma la prima regione d'Italia per l'incidenza percentuale di alunni stranieri sul totale degli studenti, attestandosi al 14%, seguita dall'Umbria con il 13,35 e dalla Lombardia con il 12,5%. Per l'intero territorio nazionale il dato medio degli alunni stranieri è il 7,9%. Nella scuola dell'infanzia sono stranieri il 13,7% degli alunni, nella scuola primaria il 15,2%, nella scuola secondaria di primo grado il 15,8% e per quella di secondo grado l'11,7%. Anche nei nidi d'infanzia il numero e la percentuale dei bambini stranieri è aumentato attestandosi nel 2010/2011 al 9,2%.

Anche l'istruzione universitaria negli ultimi anni ha visto acquisire un peso sempre più consistente di iscritti con cittadinanza straniera: se nell'anno accademico 2001/2002 erano 4.664 - pari al 3% del totale degli iscritti - nel 2009/2010 gli studenti stranieri negli Atenei emiliano-romagnoli arrivano a 7.921, andando a rappresentare il 5,4% del totale, dato decisamente superiore a quello medio nazionale (3,3%).

Secondo i dati INAIL sono 316.814 i lavoratori stranieri occupati in Emilia. Fra i dipendenti sono il  20% del totale degli occupati. Il 7,5% delle imprese attive in Emilia-Romagna ha un titolare straniero. Sono in aumento i lavoratori stranieri coinvolti in infortuni sul lavoro, infatti rappresentano il 21,6% (1,6% in più rispetto a quelli occupati), mentre il dato medio nazionale è del 15,5%. Quindi sono meno protetti contro gli incidenti sul lavoro.

Altro dato interessante che smentisce chi grida che gli stranieri portano via gli alloggi di edilizia pubblica, è quello che indica in 5.938, pari all'11,7% del totale, gli alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) assegnati a cittadini stranieri, quindi esattamente la stessa percentuale dell'11% della loro presenza effettiva in Emilia-Romagna, non un alloggio in più.