Scuola, università e ricerca. Ripartire si può!

Cambiamo musica. Ripartire da una campagna di sensibilizzazione per ricostruire l’Italia. Ripartire dalla scuola, dall’università, dalla ricerca e dalla formazione artistica e musicale. Perché? È nelle parole di Maurizio Lembo, Segretario nazionale della FLC CGIL, che emerge il senso profondo di Ricostruiamo l’Italia.

Il 29 ottobre la FLC Cgil lancia Ricostruiamo l’Italia. Perché una campagna di ampio respiro per le elezioni delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu)?

Il senso della manifestazione è tutto nel sottotitolo: cambiamo musica. È arrivato il momento di dire basta, di rilanciare un’azione propositiva per dare nuovo slancio al nostro Paese. Per farlo bisogna coinvolgere anche quel pezzo di popolazione che è ancora un po’ distratta e meno “indignata”. Lo vogliamo fare a partire dalla musica, che è un linguaggio immediato e universale, un linguaggio capace di coinvolgere. Sul palco non saliranno soltanto musicisti, ma anche tutti coloro che sono vicini al mondo della conoscenza: attori, ricercatori, studenti e docenti. Scuola, università e ricerca sono i settori strategici da cui è necessario ripartire. Ma è importante ripartire dando maggiore dignità al lavoro e alle loro rappresentanze democratiche.

Perché? Quali sono le emergenze?

In questi ultimi anni, i settori della conoscenza hanno subito un continuo attacco. Un attacco ideologico che mina la loro stessa esistenza. Con la scusa della crisi economica e dei bilanci da far quadrare, si sono sottratte risorse, personale e agibilità. Non è un caso che si sia iniziato proprio dalla cultura. In Italia, questa classe politica vive la conoscenza come un pericolo da combattere, poiché un popolo più ignorante è un popolo più debole, più facile da governare. E non mi riferisco soltanto al centrodestra, anche il centrosinistra quando è stato al governo non ha fatto scelte positive. È arrivato il momento di cambiare modello culturale, perché investire in ricerca, scuola e università diventa ancora più importante nei momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo.

E l’Italia è pronta a cambiare?

Nel Paese cresce la quota degli indignati, degli insoddisfatti. Qualcuno che era rimasto abbagliato dai sogni e dalle illusioni, ormai ha capito che erano falsità. Attraverso la campagna Ricostruiamo l’Italia vogliamo contribuire a far crescere questa consapevolezza. È arrivato il momento di condividere le riforme. Un contesto diverso nasce dalla capacità di coinvolgere nelle scelte non solo il mondo della politica, ma anche le parti sociali che rappresentano i lavoratori di questo Paese. È ora di dare vita alla stagione dell’ascolto.