Scenario della crisi. Un mercato del lavoro sempre più atipico

L'indagine annuale sul lavoro atipico dell'IRES (Istituto di Ricerche economiche e sociali) ha messo in evidenza che la qualità del lavoro, in particolare per giovani, donne, meridionali e immigrati ha subito un ulteriore peggioramento. La "radicale modifica" della struttura del mercato del lavoro porta la domanda di lavoro sempre più verso posizioni a termine che per i lavoratori significa non solo meno reddito ma anche meno tutele.

Si allarga l'area di "sofferenza"(arrivando nel 2010 a comprendere 8 milioni di persone) composta non solo dai lavoratori atipici/precari, dai cassintegrati, dai disoccupati in cerca di lavoro, ma anche dagli "inattivi", coloro cioè che non risultano tali perché sfuggono agli indicatori tradizionali di calcolo dei tassi di disoccupazione. Considerando anche questa "categoria", infatti, l'area della disoccupazione risulta molto più vasta di quella della disoccupazione ufficiale e raggiunge - nel 2010 - 3 milioni e mezzo di persone.

Leggi il rapporto IRES

Soprattutto tra i giovani della fascia d'età 15-29 anni esiste una grossa porzione di coloro che sono "inattivi": sono disoccupati che non cercano lavoro perché sanno di non trovarlo, non studiano, non si formano. Sono i neet (Not in Education, Employment or Training).

Per saperne di più sui neet si può leggere In attesa del futuro pubblicato sulla rivista "Articolo 33".