Sono sempre più gli studenti-lavoratori

Accanto al fenomeno dei neet, giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (leggi In attesa del futuro), troviamo, in Italia, un altro fenomeno ben diverso, anzi opposto.

Secondo la sesta indagine Eurostudent sulle condizioni di vita e di studio degli studenti universitari, infatti, sono 39 su 100 coloro che studiano e lavorano.

Certo si tratta per lo più di lavori saltuari, occasionali, precari che impegnano questi giovani (il 23%) solo per 6,5 ore settimanali. Solo il 16,4% degli universitari ha un'occupazione continuativa.

Il bisogno di disporre di un reddito minimo spinge questi ragazzi, lasciati soli a fronteggiare la crisi economica, ad accettare qualsiasi tipo di "lavoretto".

Dall'indagine emerge che il fenomeno degli studenti-lavoratori è "diffuso in modo sostanzialmente omogeneo fra maschi e femmine, in sede e fuori sede, con background socioeconomico alto o basso".

Se si sommano le ore di lavoro a quelle dedicate alle lezioni e allo studio individuale, gli universitari italiani sono impegnati per circa 47,6 ore a settimana, più dei loro coetanei europei.

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