Uscire dalla crisi o morire di pareggio di bilancio

La crisi la stanno pagando i giovani, i lavoratori, i pensionati. Le soluzioni per uscire dalla crisi le stanno pagando i giovani, i lavoratori, i pensionati. Le politiche liberiste, l’ideologia del libero mercato a tutti i costi e del meno stato e più privato ci sta conducendo nel baratro. La classe media si impoverisce, i poveri diventano più poveri, aumenta la disuguaglianza, la marginalità e l’esclusione. Il liberismo ha causato la crisi e ora la fa pagare sempre agli stessi, quelli che la crisi non l’hanno provocata. Le ricette dell’Unione europea e degli stati nazionali perseverano sulla stessa linea perdente e la politica, anche se in Italia è iniziata la campagna elettorale, sembra connotata dal pensiero unico. Eppure è possibile percorrere altre strade che non sono di segno conservatore come vorrebbe farci credere il prof. Monti. Le sue soluzioni sono conservatrici, stravecchie e, ormai dimostrato, fallimentari. Intendiamoci, una corretta politica di bilancio è necessaria, come è necessario ridurre il deficit e combattere sprechi e corruzione. Ma insieme a questo occorrono delle politiche economiche che indirizzino lo “sviluppo” su strade socialmente ed ecologicamente compatibili.

Voci in controtendenza al pensiero unico ce ne sono. Facciamole girare. Intanto segnaliamo due articoli interessanti e, in un certo senso, “eretici”. Il primo di Paolo Leon è stato pubblicato su “Rassegna Sindacale”, il secondo di Luciano Gallino su “La Repubblica”.

Leggete e se vi piace, fate girare.