È stata dura ma mi ricandido

Sono un delegato di scuola da più di 5 anni e spesso mi sono chiesto cosa sarebbe avvenuto nel mio istituto se non fosse stata presente la RSU.

Sicuramente non è stato un ruolo facile, soprattutto in un periodo come quello che la scuola italiana sta attraversando: continue incursioni normative per ridurre i diritti dei lavoratori e una instancabile e scientifica mortificazione delle professionalità, perpetrata a più livelli non ultimo da solerti e compiacenti Dirigenti scolastici.

Senza le RSU e la loro volontà di mantenere un clima di collaborazione nei luoghi di lavoro, sarebbero certamente divenute operative le numerose pastoie burocratiche volute da Brunetta per osteggiare la fruizione dei sacrosanti diritti, troppo spesso spacciati per favori e concessioni. L'introduzione di norme che aumentano il potere discrezionale dei Dirigenti scolastici imponendo loro di raggiungere obbiettivi di efficacia ed efficienza, senza, allo stesso tempo, fornire loro adeguate risorse, rischia di dare il colpo di grazia ad una scuola pubblica già agonizzante. In questi anni purtroppo abbiamo assistito a un vero e proprio depotenziamento del sistema pubblico d'istruzione.

Osteggiare con tutti mezzi tali interventi, pretendere l'applicazione del contratto nazionale e la stesura del contratto integrativo che definisca regole condivise, mantenere viva la dignità dei lavoratori è stato certamente stressante. Devo ammettere, che se non avessi avuto il supporto della Segreteria provinciale della FLC talvolta mi sarei posto il problema se valeva la pena continuare.

Oggi mi ritrovo ad essere punto di riferimento di tutti i lavoratori del mio istituto. Rinunciare a ricandidarmi sarebbe come un rinunciare al cammino fin qui effettuato, disconoscere un percorso altamente formativo. La scuola necessita più che mai della presenza di una RSU libera e competente che sappia arginare le derive antidemocratiche striscianti valorizzando a tutti i livelli quegli aspetti e spazi di democrazia essenziali per garantire la libertà d'insegnamento e la dignità dei lavoratori.

Gaetano Provenzano
Docente di scuola e RSU a Palermo