Un'esperienza da RSU. I perché di una scelta

Sono una maestra e una componente della RSU della Direzione Didattica in cui lavoro.
Decisi di candidarmi in una fase in cui la mia scuola si preparava ad affrontare un cambiamento importante.
Pensai di raccogliere l'invito a "fare la mia parte" come RSU, perché credevo a parole come spirito di servizio, collaborazione, gratuità, impegno… Non avevo esperienze sindacali, né una tessera, ma la FLC CGIL era idealmente la più vicina alla mia formazione culturale, al mio modo di "leggere il mondo", ai miei valori.

Vi racconto le luci e le ombre di questa esperienza.

Luci

Secondo me, tutti dovrebbero fare un'esperienza come componente della RSU. In questi anni, ho avuto l'opportunità di vivere la scuola a 360 gradi, di comprendere meglio il lavoro dei colleghi e delle colleghe che hanno profili professionali, diversi dal mio di approfondire aspetti economici e legislativi, di capire i meccanismi dell'organizzazione scolastica. Ho costruito rapporti di stima e di fiducia reciproca. Ho rafforzato le mie convinzioni sull'importanza di avere una visione sistemica della realtà scolastica e sul contributo che tutti (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, docenti, DSGA e Dirigente scolastico) possono e devono dare per realizzare quella "comunità educante", che secondo me, la scuola dovrebbe essere.

Ombre

In questi anni la scuola pubblica è stata oggetto di "attacchi" e di ‘tagli' di personale e di risorse che hanno accentuato, in molti di noi, la tendenza al disimpegno, all'individualismo, all'arroccamento su posizioni spesso di comodo. Non è facile per la RSU operare in questo clima, soprattutto quando è chiamata a mediare fra le esigenze della scuola e quelle del personale o è impegnata a difendere i diritti e a richiamare ai doveri. Spesso si viene accusati di difendere abbastanza i lavoratori e i loro diritti, ma si possono difendere quei lavoratori che ritengono di non avere dei doveri e non rispettano le norme del CCNL? Questo è un nodo cruciale da affrontare per recuperare la dignità del lavoro pubblico e la centralità della scuola "di tutti e per tutti" nel progetto educativo delle future generazioni.

La RSU è un organismo unitario, che dovrebbe avere un'unica voce, ma è formato da persone, spesso con profili professionali diversi e/o chiavi di lettura contrattuali a volte contrastanti, questo, talvolta, è fonte di difficoltà.

Un altro tema scottante per la RSU è la contrattazione d'istituto, dove si discute di criteri di distribuzione di incarichi e risorse, di priorità sulla base del POF, di situazioni di lavoro disagiato, di progetti. Ci si propone di incentivare il merito, ma non sempre è così facile certificarlo… si lavora tutti in una realtà di frontiera e si affrontano quotidianamente situazioni difficili… I soldi del fondo sono pochi, le esigenze tante, gli stipendi da fame. Insomma il compito più complesso nella contrattazione è trovare soluzioni accettabili per tutti, o almeno per la maggioranza, tenendo conto di istanze diverse e di tutte le variabili.
La presenza al tavolo contrattuale dei sindacati provinciali è di aiuto, sono garanti di un'equa ripartizione delle risorse, in quanto percepiti da tutti come super partes.

Monica Magnetti
Maestra presso una Direzione Didattica