RSU: liberiamoci dai luoghi comuni

Sono insegnante di sostegno al I Circolo Didattico di Terlizzi. Ho scelto di candidarmi come RSU per la FLC CGIL perché penso che ora più che mai un docente di sostegno come me debba mettersi in gioco, impegnarsi, partecipare direttamente, in prima persona. Perché gli insegnanti di sostegno sono stati i primi ad essere colpiti dai tagli indiscriminati del governo precedente, confermati di fatto da quello attuale, e questo la dice lunga sulla considerazione di questi governi tecnici o politici che siano, rispetto al tema della "diversità intesa come valore, come risorsa e ricchezza per la società". Mi chiedo, dove sono finiti i principi, i valori alla base della 104/92, che fine hanno fatto gli insegnamenti di Don Lorenzo Milani, di Don Tonino Bello? Quando si pensa e si sceglie di "far cassa" tagliando i docenti in generale, e i docenti di sostegno vuol dire che stiamo messi proprio male!

Ci sono dei luoghi comuni che si sono diffusi tra il personale scolastico, "ritornelli" da cui è bene sgombrare il campo:

  • "Perché dovrei candidarmi, tanto sono tutti uguali". Io ho scelto di candidarmi con la FLC perché non è assolutamente vero che sono tutti uguali. Se siamo tornati a votare dopo 5 anni è proprio grazie all’impegno della FLC. Brunetta ha tentato di privarci di un diritto democratico, quello di eleggere i nostri rappresentanti e questo grazie al silenzio/assenso delle altre sigle sindacali. La FLC non è uguale agli altri. Segna una differenza, che non è formale ma sostanziale, una differenza fatta di cultura politica che viene da lontano e che guarda lontano.
  • "Ma io non sono un tecnico, bisogna essere esperti per fare le RSU", mi son sentito dire da alcune/i colleghe/i. Ebbene, mi sono candidato proprio perché non sono un esperto e non voglio esserlo. Non è vero che per fare la contrattazione bisogna essere dei tecnici, esperti o meri esecutori di norme e leggi. Penso e credo che bisogna semplicemente voler bene al proprio lavoro e avere chiara in testa un’idea di scuola, un progetto di cambiamento della scuola e quindi della società.

La mia candidatura è sostenuta anche da altre convinzioni:

  • mi candido perché nella scuola primaria bisogna subito tornare al modulo, all’organizzazione modulare, la vera, grande eccellenza della scuola primaria italiana, garanzia di pluralismo, di libertà e di democrazia. Non si può svendere il pluralismo per una mera questione economica.
  • mi candido perché voglio battermi per una retribuzione dignitosa e per il rinnovo dei contratti. I nostri stipendi sono i più bassi d’Europa, una vergogna. La nostra categoria, così come tante altre (lo dicono le recenti indagini Istat), è a "rischio povertà". Come se non bastasse le manovre 2010 e 2011 hanno determinato pesantissimi interventi sulle retribuzioni che sono ferme dal 2009.

È per questo che insieme al sindacato, alla FLC CGIL, dobbiamo tornare ad "avere cura" e a "prenderci cura" del personale della scuola, e le elezioni per il rinnovo delle RSU sono l'occasione per farlo.

Giuseppe Volpe
Insegnante di sostegno, I Circolo Didattico di Terlizzi (Bari)