RSU: non si vota solo un collega e una sigla sindacale non vale l'altra

Ci siamo. Il 5, 6 e 7 marzo tutto il mondo del pubblico impiego voterà le proprie rappresentanze sindacali. Dopo che l'ex ministro Brunetta aveva impedito con un suo provvedimento il voto alla scadenza naturale aiutato anche dal silenzio complice delle altre sigle sindacali, finalmente si vota.


Questa consultazione, mi pare evidente, ha una rilevanza politico-sindacale enorme. Si vota per difendere e migliorare un modello di lavoro partecipativo e responsabile, per spazzare via con un atto democratico le false ideologie che tanti danni hanno provocato.

Certo, bisogna superare lo scoramento diffuso in molte scuole e università. In questi anni i nostri settori hanno registrato, a causa delle politiche dell'ex governo Berlusconi, un forte arretramento sia in termini di diritti sia in termini di qualità del nostro lavoro e questo ha seminato sfiducia anche nei nostri confronti e verso il sindacato. Dobbiamo sforzarci per rendere più chiari i nostri contenuti e le nostre proposte sulla scuola, che sono tanti, dobbiamo ricordare l'impegno e il lavoro della Cgil in tutti questi anni a difesa dei nostri settori e di tutti i lavoratori. Si tratta di chiarire ai lavoratori che non si vota solo un collega e una sigla sindacale non vale l'altra, ma il voto è l'occasione per esprimere un'opinione sulle politiche di questi anni nei nostri settori, sulle coerenze sindacali, in definitiva sulle condizioni di lavoro nei settori della conoscenza.

Un tema centrale è quello del precariato, come FLC abbiamo speso molte energie sul tema, è necessario rivendicare il lavoro fatto, sappiamo che spesso i colleghi precari nelle scuole sono il motore, ma essi non godono del diritto di elettorato passivo. Sarebbe interessante verificare se la loro presenza nelle liste della FLC renderebbe le stesse escluse o solo ineleggibili i candidati precari. Nel secondo caso, dove questo è possibile, penso alla presenza di più candidati nelle nostre liste, la  candidatura di personale precario può rendere tangibile e visibile la loro condizione.

Spendere il meglio delle nostre energie, utilizzando tutti gli strumenti: penso ai social network , a strumenti di propaganda più raffinati ed al passo con i tempi, e nello stesso tempo mettere in campo assemblee, iniziative sulla scuola, contatti personali.

In definita dobbiamo far sentire a tutti i lavoratori questo passaggio decisivo per il futuro delle sue condizioni di lavoro. Il giorno dopo il 7 marzo non solo i voti si contano, ma pesano sul tavolo della trattativa. Un nostro insuccesso darebbe fiato e spazio ai tanti che in questi anni si sono esercitati a descriverci come un'organizzazione vecchia e isolata. Per questo è importante che il voto consegni alla FLC una forza consistente, per difendere il contratto nazionale e per una scuola ed una università di qualità e accessibile a tutti.

Esistono le condizioni per farcela, diamo ai nostri candidati tutto il sostegno possibile, impegniamoci per un piano di formazione delle nuove RSU, facciamo sentire ai candidati il senso della sfida e la solidarietà di tutta l'organizzazione.

La FLC chiede al mondo della conoscenza un voto per continuare a difendere i diritti di tutti i lavoratori del settore, per interrompere le politiche che hanno umiliato la categoria, per mantenere la scuola come luogo comunitario, per avere le condizioni salariali previste dal contratto: scatti di anzianità e riapertura del tavolo contrattuale sul salario, per ridare ai lavoratori della conoscenza quella dignità e importanza del proprio lavoro, per impedire che le politiche dei prossimi mesi siano solo di continui tagli.

Io questa esperienza l'ho fatta, è un gesto di gratuità verso la scuola ed i colleghi, non mancano momenti di difficoltà, ma anche la soddisfazione per il lavoro svolto. Questo periodo è stato molto difficile per tutti noi. Siamo stati costretti e difendere, molto spesso da soli, il valore del contratto contro gli attacchi del Governo, rappresentato un altra politica per i nostri comparti, interloquito con i colleghi, le famiglie gli studenti per dare vita a movimenti di denuncia e di difesa della scuola e università

Le RSU sono la linfa vitale della FLC, la nostra autonomia un bene prezioso, le nostre storie personali una intelligenza collettiva messa a disposizione per un progetto di valorizzazione del nostro lavoro.
Ripartiamo dalla conoscenza per ricostruire il Paese, per dare un futuro ai giovani.

Angelo Zuppardo
RSU a Padova