
Cominciamo dalle arti e dalla musica
L'alta formazione artistica e musicale (Afam) deve essere di livello universitario. Questo afferma una legge del 1999 che riforma e ridisegna il sistema della formazione post-diploma. Sono passati 12 anni e quella riforma è praticamente rimasta nel cassetto, nonostante sia pienamente vigente. Quello che invece è andato avanti, è il progressivo impoverimento delle accademie di belle arti, di arte drammatica e di danza, dei conservatori di musica, degli istituti musicali pareggiati, degli istituti superiori per le industrie artistiche. Un impoverimento economico e una grande incertezza istituzionale. Perché tanto disinteresse verso un mondo che coniuga, nel modo più felice, formazione artistica e industria culturale? E perché proprio in Italia, il paese che più di ogni altro è identificato con le arti?
L'Afam dovrebbe essere il fiore all'occhiello del sistema formativo italiano, attirando giovani, studenti, docenti da tutto il mondo, sostenendo l'industria cinematografica e teatrale, creando un circolo virtuoso che porti ricchezza al nostro Paese. Un'industria che avrebbe anche un notevole indotto per mettere in moto migliaia di aziende artigiane altamente qualificate e rilanciare l’immagine del nostro paese.

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